da : www.salute.bio

E’ possibile riprogrammare le cellule?

L’era dei computer ha da molti punti di vista cambiato il nostro modo di pensare. Abbiamo a disposizione supporti per memorizzare le informazioni e ritrovarle rapidamente, per comunicare con grande velocità a distanze impensabili, per fare calcoli complessi, disegnare, simulare scenari.

L’era digitale ha anche cambiato il nostro linguaggio introducendo nella quotidianità concetti prima ignorati come quello di programmare o riprogrammare. Ormai tutti abbiamo in mano oggetti che contengono informazioni: chiavette usb, smartphones, ipad.

La scienza oggi sta scoprendo che i meccanismi con cui le cellule si moltiplicano e mantengono le loro funzioni sono molto simili a quelle descritte dalla teoria dell’informazione. Si potrebbe immaginare il DNA come un hardware molto potente, non a caso già si parla dei prossimi computer come computer molecolari a DNA. Il DNA però di per sé non ha un software installato; esiste infatti un altro codice, quello epigenetico, che controlla il DNA e lo fa funzionare secondo un programma ben preciso: ne determina l’accensione e spegnimento dei vari geni.

Gli studi in questo settore sono stati avviati piu’ di 25 anni fa dal dott. Pier Mario Biava con la pubblicazione su cancer letter di Agosto 1988 di un articolo in cui il dottore descrive i meccanismi che possono riprogrammare le cellule.

Gli scienziati hanno già scoperto numerose evidenze e stanno lavorando a loro applicazioni pratiche. Riprogrammare le cellule con il loro stesso linguaggio per riportarle ad uno stato di salute. Sempre il dott. Biava ha scritto numerosi articoli sia sulla riprogrammazione delle cellule staminali normali, sia delle cellule staminali tumorali. Ad esempio di recente due riviste internazionali molto importanti hanno pubblicato numeri speciali di cui il dott. Biava e’ stato Guest Editor : una rivista e’ Current Pharmaceutical Biotechnology e l’altra e’ Current Medicinal Chemistry. A livello internazionale ormai le ricerche piu’ avanzate dimostrano che la strada seguita dal dott. Biava e’ quella giusta. Ne sono convinti i ricercatori piu’ qualificati a livello mondiale ed anche alcuni pazienti che usano personalmente i prodotti che sono stati messi a punto per riprogrammare le cellule staminali tumorali nel tentativo di farle ritornare ad un comportamento normale.

Ad esempio ne e’ convinto Arturo Villa. Potete approfondire sul suo sito di informazioni mediche :

www.carcinomaepatico.it/synchrolevels.asp

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